150° anniversario della nascita di Zamenhof inventore dell’esperanto, nuovo google logotipo

scritto da cristian
Oggi Google dedica il suo nuovo logotipo a Zamenhof inventore dell’esperanto.
Per chi non lo sapesse l’esperanto è una lingua artificiale sviluppata tra il 1872 e il 1887 dall’oftalmologo polacco Ludwik Lejzer Zamenhof, ed è di gran lunga la più conosciuta e utilizzata tra le lingue ausiliarie internazionali esistenti. Presentata nel “Primo Libro” (Unua Libro – Varsavia, 1887) come Lingvo Internacia (“Lingua internazionale”), prese in seguito il nome esperanto (sperante, che spera) dallo pseudonimo di Doktoro Esperanto utilizzato dal suo creatore. Scopo di questa lingua è quello di far dialogare i diversi popoli cercando di creare tra di essi comprensione e pace con una seconda lingua semplice ma espressiva, appartenente all’umanità e non ad un popolo. Un effetto di ciò sarebbe in teoria quello di proteggere gli idiomi “minori”, altrimenti condannati all’estinzione dalla forza delle lingue delle nazioni più forti. Per questo motivo, l’esperanto è stato ed è spesso protagonista di dibattiti riguardanti la cosiddetta democrazia linguistica.

zamenhof

Le regole della grammatica dell’esperanto sono state scelte da quelle di varie lingue studiate da Zamenhof, affinché fossero semplici da imparare ma nel contempo potessero dare a questa lingua la stessa espressività di una lingua etnica; esse non prevedono eccezioni. Anche i vocaboli derivano da idiomi preesistenti, alcuni (specie quelli introdotti di recente) da lingue non indoeuropee come il giapponese, ma in gran parte da latino, lingue romanze (in particolare italiano e francese), lingue germaniche (tedesco e inglese) e lingue slave (russo e polacco).

Ludwik Lejzer Zamenhof (Bialystok, 15 dicembre 1859 – Varsavia, 14 aprile 1917) è stato un medico, linguista e glottoteta polacco. È universalmente noto per aver fondato le basi dell’esperanto, la lingua ausiliaria internazionale più parlata al mondo. Il suo nome viene a volte italianizzato in Ludovico Lazzaro Zamenhof.
Il 26 luglio 1887 pubblicò infatti l’Unua Libro, il primo libro dell’esperanto. Da questo momento la sua attività si divise tra il lavoro di oculista, per mantenere la famiglia, la diffusione dell’esperanto e la costituzione di una “religione pienamente umana”, denominata prima hilelismo, poi homaranismo.
Ludwik e Klara ebbero tre figli: Adam, Lidia e Sofia. Adam e Lidia, che si convertì al bahaismo, furono uccisi dai nazisti. Il nipote Louis-Christophe Zaleski-Zamenhof ora vive in Francia.
Il nome esperanto deriva da uno dei suoi pseudonimi, Doktoro Esperanto.

La sua data di nascita è il 3 dicembre secondo il calendario giuliano e il 19 kislev, secondo il calendario ebraico. Figlio dell’insegnante di lingue Mordechai Zamenhof (il quale preferiva la dizione russa Marko). La famiglia Zamenhof era una famiglia di ebrei lituani. Ludwik Lejzer si definì sempre “ebreo russo”.

Il secondo nome per i gentili Ludwik lo elesse in onore a Francis Lodwick, il quale nel 1652 pubblicò una lingua artificiale, della quale Zamenhof venne a sapere nelle opere di Comenius.

Targa commemorativa presso la casa natale di ZamenhofLudwik Lejzer Zamenhof nacque nel 1859 a Białystok, città polacca assoggettata all’impero zarista ed abitata da diversi gruppi etnici che si differenziavano per le distinte posizioni politiche, sociali, linguistiche e religiose: i russi (greco-ortodossi), erano per lo più impiegati e militari, gli ebrei commercianti ed i polacchi (cattolici) operai. L’istruzione giovanile di Zamenhof non si limitò allo studio del Talmud e della Torah, materie tradizionali dell’ebraismo osservante, ma incluse anche l’Haskalà,[senza fonte] che influì notevolmente nella sua vicenda morale e umana: “Questo luogo della mia nascita e degli anni della mia fanciullezza – ha scritto l’autore – ha impresso il primo corso a tutte le mie aspirazioni successive”.

Nel tentativo di trovare una lingua comune per tutti gli ebrei, aschenaziti e sefarditi, dapprima si rivolse a formalizzare lo yiddish, del quale scrisse la prima grammatica della storia, pubblicata manoscritta in russo. Verrà pubblicata solo nel 1909 sotto lo pseudonimo di Dr. X in un articolo in yiddish dal titolo Vegn a yidisher gramatik un reform in der yidisher shprakh in Lebn un visnshaft, n° 1.

Se da un lato Zamenhof era cosciente di essere strettamente legato alle proprie origini ebraiche, dall’altro era consapevole della necessità di non legarsi con “gli obiettivi e gli ideali di un particolare gruppo o religione”, individuando nella diversità linguistica la causa principale “che allontana la famiglia umana e la divide in fazioni nemiche” Giudicati il latino ed il greco inadatti per la vita moderna perché troppo difficili ed arcaici, Lejzer escluse anche l’utilizzo di un idioma nazionale in ambito internazionale, orientandosi piuttosto verso la pianificazione di una lingua, di cui tracciò, già tra il 1875 ed il 1878 (anno in cui si trasferì con la famiglia a Varsavia), un suo primo progetto, chiamato Lingwe Universala.

Zamenhof ritratto

Su Youtube purtroppo non c’e’ nulla che possa spiegare niente di più riguardo Zamenhof e l’esperanto, c’e’ solo questo pittoresco video !

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  • Paolo Scotti

    Bonan tagon (”buongiorno” in esperanto), mi chiamo Paolo Scotti e faccio parte del Gruppo Esperantista di Roma (www.esperantoroma.it), vorrei testimoniare che l’esperanto e’ una lingua viva e vitale fatta apposta per essere “seconda lingua” per tutti, in tutto il mondo.
    Questo era nelle intenzioni di Zamenhof e, molto probabilmente, cosi’ sara’; siamo gia’ un bel pezzo avanti e questa lingua senza “protettori potenti” esiste da poco piu’ di cento anni! Non dimentichiamo quanto tempo ha impiegato il latino ad affermarsi (pur essendo imposto dalla potenza romana) e quanto tempo sta impiegando l’inglese “dalle larghe spalle” ad affermarsi fuori dei propri confini.
    Storicamente, le lingue sono diventate “dominanti” al seguito di conquiste militari ed economiche; generalmente la “lingua del vincitore” dura finche’ non arriva un nuovo vincitore e ha la caratteristica di sovrapporsi alle lingue locali preesistenti e cancellarle.
    L’esperanto e’ di tutti, ma non e’ di nessuno! Non si diffonde nei “territori conquistati”, ma nelle menti di singole persone in tutto il mondo.
    Soprattutto, l’esperanto non si propone in sostituzione delle lingue locali che, al contrario, considera patrimonio preziosissimo. La sua funzione e’ molto pratica: “lingua ponte”, “seconda lingua” per tutti (per tutti coloro che lo desiderino, ovviamente!).
    Scusate se mi sono un po’ dilungato!
    Mille altre info su: http://www.esperantoitalia.it
    Saluton.
    Paolo